La MOUSSAKA

Ingredienti:

Olio

Sale

2 dadi vegetali

3 cipolle

2 carote

Prezzemolo

Sedano

½ kg Carne Macinata

3 kg di patate

Fior di latte 250 g

10 uova

1 bicchiere di latte

Formaggio fuso

Per le vegetariane: 3 kg zucchine e 1 kg melenzane

 

Preparazione:

Far rosolare in un tegame con l’olio la cipolla tagliata a pezzettini, sedano, prezzemolo e carote tagliate alla julienne. Quando si è leggermente dorato il tutto aggiungere la carne macinata  oppure nella variante vegetariana, aggiungere le zucchine tagliate alla julienne, un pizzico di sale, due dadi e portare a cottura. Tagliare le patate a fette sottili, lasciarle scolare aggiungendo un pizzico di sale. Prendere una teglia rettangolare, aggiungere uno strato di patate, poi riporre il soffritto e il fior di latte tagliato a pezzettini. Ripetere il procedimento fino a formare quattro, cinque strati di Moussaka. L’ultimo strato è ricoperto solo di patate altrimenti si brucia tutto! Mettere in forno per un’ora a 180°. Prima di ultimare la cottura battere 10 uova aggiungendo pepe, prezzemolo e un bicchiere di latte. Versare il tutto sull’ultimo strato di patate e lasciar cuocere per altri cinque minuti. Quando la Moussaka è pronta aggiungere il formaggio e servire.

 

EPPUR SI MUOVE

I grandi spazi, le strade larghe, l’assenza di traffico, i campetti di calcio, i giardini in ogni rione, le tante iniziative per bambini, giovani, adulti organizzate dalle associazioni fanno di Scampia un luogo degno di essere vissuto con orgoglio, che Tonia non scambierebbe con nessun altro. La sua famiglia si è trasferita negli anni ‘80 dai quartieri spagnoli, nel dopoterremoto, lei era piccola e del centro città rimpiange solo il fatto che fosse più vicino al mare, per il resto, come fanno i bambini di via Toledo o di piazza Nazionale a giocare tra lo smog e le macchine? Perciò i suoi figli ha deciso di crescerli 

 

in periferia, sotto il suo sguardo vigile e costante, impegnati in numerose attività, perché resta pur sempre un quartiere difficile, dove la paura si vede e si sente, soprattutto in alcune zone.

Tonia sa che si possono fare molte scelte di vita, oneste, faticose, piene di sacrifici, e quando in televisione e sui giornali si parla male di Scampia, i primi ad esserne feriti sono quelli che combattono quotidianamente perché amano il posto in cui vivono. Il rispetto Tonia se lo conquista con grazia e pazienza, mettendo molto di quello che ha a disposizione del gruppo e mantenendo sempre una dose di pessimismo per non rimanere delusa dai fallimenti, che pure possono capitare. Il sogno di creare un’impresa culinaria femminile lo sta perseguendo con le altre, con la stessa tenacia a volte spericolata, ma le condizioni di partenza non sono facili, la vita è spietata, il mondo avido, il mercat

o famelico, a noi che speranze rimangono? Eppure si va avanti, avanti a fare insieme le pizze fritte, le bombe al cioccolato, le sarme con la verza, in cucine di fortuna ospitate all’interno di spazi con tavoli che servono a fare riunioni e laboratori, con i bambini che scorazzano e decine di persone incuriosite e affamate che circolano anche senza riguardo. Si continuano ad accettare tutte le proposte di catering pur sapendo quanto rocamboles

ca può essere l’organizzazione e che sforzi ciascuna deve fare per cercare di far quadrare la vita quotidiana nonostante le giornate e le ore di lavoro straordinarie. Spesso i figli bisogna portarseli con sé, qualche volta i mariti fanno pressione soprattutto se si parla del sabato e della domenica, unici momenti in cui si può stare insieme e in cui un sostanzioso e non frettoloso piatto a tavola va garantito. Tonia è riconosciuta come cassiera del gruppo e la sua pecca è l’emotività: se non hai un euro ma tre figli a carico sarai servito lo stesso. È bravissima a preparare le prussianine che hanno addolcito numerose mattinate di laboratorio e i palatoni con peperoni e provola, anche perché impastare con le mani le piace molto e la rilassa. Il marito di Tonia, che tra i suoi quattro lavori fa il pasticcere, è stato coinvolto in un’altra occasione, una PES (piazza dell’economia solidale) in piazza, per la preparazione e guarnizione di molte torte con la velocità e la tecnica professionale di cui nessuna era davvero capace. La pasticceria è la sua passione ma avendo alle spalle un’impresa autonoma fallita deve adattarsi a contratti, orari e regole

di lavoro anche umilianti, cosa per cui Tonia soffre molto. Vederlo al centro dell’attenzione di noi tutte, e con un ruolo di fondamentale importanza – rimediare a un disastro di torte dieci minuti prima dell’inizio dell’evento  è stato un dolce riscatto, un motivo in più per continuare a credere di potercela fare in altri modi.